Riciclo inerti di cave e miniere

Riciclo inerti di cave e miniere

Risulta sempre più importante in qualsiasi ambito in cui l’uomo agisce per sostenere un sano e funzionale equilibrio delle risorse del pianeta, oltre che ad un eco-sostenibilità dell’ambiente di cui facciamo parte a tutti gli effetti, spesso come utilizzatori ed estremi consumatori di tutto ciò che ci circonda senza badare allo squilibrio naturale di cui siamo artefici in prima persona.

Dopo gli eventi che stanno modificando radicalmente l’armonia del nostro pianeta, e non solo, è diventato fondamentale se non obbligatorio sostenere il naturale ciclo dell’ecosistema e diventarne il più possibile fautori di buoni costumi in tutti gli ambiti della nostra vita, ma soprattutto nell’ambito industriale e come andremo a sottolineare più avanti in quello del riciclo delle cave e miniere. È di vitale importanza per il nostro territorio nazionale migliorare questo settore, ai fini di raggiungere un’ottima ed efficace gestione del ciclo di estrazione e, soprattutto, il recupero di zone dismesse e in disuso cosi da creare nuove attività. Non ultimo, l’importanza del riciclo dei materiali generati da demolizioni e di altra natura, riuscendo cosi a far accedere anche a questo settore alle enormi potenzialità che offre l’economia circolare.

Gestione dell’attività estrattiva degli inerti

Come spiega l’azienda Baioni, specializzata nella produzione di macchinari e impianti per la frantumazione di materiali inerti da cava e da miniera, quando si parla della gestione degli inerti di cave e miniere, è di fondamentale importanza puntare la lente di ingrandimento sulla gestione e il recupero delle zone estrattive per il tramite di un progetto idoneo: non solo servirà a stabilire i lavori da compiere ma, in molte regioni italiane è considerato già un requisito legale da possedere imprescindibile. Tali progetti appena citati vengono effettuati contestualmente all’attività di cava, dove l’aspetto paesaggistico e il ripristino ambientale attraverso una corretta coltivazione, fa si che riesca a salvaguardare aree che riacquistino non solo l’aspetto originario ma anche quello di una stabilità idrogeologica.

Il piano di riqualifica e valorizzazione delle zone interessate avviene attraverso la gestione delle polveri sottili e delle risorse idriche, con una particolare attenzione all’impatto acustico delle relative aree. Insomma è di notevole importanza, ma anche obbiettivo del progetto, che al termine del lavoro, effettuato in un’area determinata, risulti simili per ogni aspetto e caratteristica alle originarie funzioni che aveva quel determinato luogo prima dell’intervento umano. Nella fase di progettazione di una cava è indispensabile prenderne coscienza subito e attuare le necessarie e dovute precauzioni a fini di un ripristino eccellente.

Una richiesta che viene direttamente dall’Europa

Risulta sempre più importante ridurre le estrazioni dalle cave e riuscire a creare nuove opportunità per le aziende. L’obbiettivo principale è accelerare il recupero e il riciclo di inerti da demolizione cosi da ridurre il conferimento a discarica. Sono materiali quelli da demolizione che se correttamente lavorati riescono a sostituire in maniera eccellente gli inerti e gli aggregati per il cemento.

Questo passaggio sta permettendo ai principali paesi Europei. Grazie anche ad incentivi politici, di diminuire l’estrazione di materiali dalle cave e di incrementare notevolmente ogni anno il materiale riciclato cosi da poterlo riutilizzare dalle industrie edili. In Italia sono a disposizione all’incirca tra i 2000 e i 3000 impianti autorizzati al riciclo di materiali inerti. Ultimo ma non per importanza come obiettivo di queste aziende è facilitare il riciclo e soprattutto il riutilizzo di questi materiali ma non solo, e per garantire nuove possibilità di mercato per questi nuovi materiali.

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