Spumantizzazione, quali metodi attuare

Spumantizzazione, quali metodi attuare

Quando si manifesta l’intenzione di tramutare un vino in spumante, è possibile dare forma al progetto della spumantizzazione. Scopriamo insieme di cosa si tratta, con la chance di dare un’occhiata ai principali metodi che possono essere messi in pratica in un simile contesto.

Che cos’è la spumantizzazione del vino

Non è possibile creare uno spumante senza che passi per la procedura della spumantizzazione. Quest’ultimo intervento fa in modo che un classico vino possa diventare spumante, mediante una sequenza di passaggi attenti e metodici. Il vino viene fermentato a più riprese e tramutato in anidride carbonica. Quindi, viene sottoposto ad un trattamento di pressione aggiuntiva fino a tre bar, con l’inserimento di lieviti e soluzioni zuccherine. Ad ogni modo, bisogna ricordare che non esiste un unico sistema per creare spumanti di qualità. Di seguito, scopriremo insieme una serie di metodi di spumantizzazione dalla qualità certificata, con profili organolettici differenti e prodotti di assoluto rilievo.

Quali sono i metodi di spumantizzazione principali

A questo punto, non resta altro da fare che perlustrare i sistemi di spumantizzazione che possono essere messi in pratica. In linea di massima, i metodi adottati sono tre. Il primo corrisponde al metodo classico, che si concretizza semplicemente all’interno di una bottiglia. Il secondo è il metodo MartinottiCharmat, che viene effettuato in autoclave. Il terzo corrisponde al metodo sui lieviti, che viene svolto interamente al naturale e non prevede l’inserimento di alcuno zucchero aggiunto.

Come vengono classificati gli spumanti in base alla dolcezza

Gli spumanti vengono classificati anche a seconda della loro dolcezza, seguendo canoni piuttosto simili rispetto a quelli attuati per gli champagne. Tale fattore viene sintetizzato in base ad una particolare unità di misura, che corrisponde al grammo per ogni litro. Si parte dal livello estremamente secco del dosaggio zero, al di sotto dei 3 grammi per litro. e si prosegue con l’extra brut, per poi proseguire con le altre categorie Brut, extra dry, dry, demi sec. Quindi, la classe più alta corrisponde al Dolce, che arriva fino a superare senza difficoltà i 50 grammi per ogni litro.

Come vengono classificati gli spumanti a seconda della qualità

Un’altra scala di categorizzazione degli spumanti riguarda la loro qualità pura. Si tratta di un sistema che funziona a seconda delle varie denominazioni di origine e prevede a sua volta diverse tipologie tutte di assoluto rilievo. A tal proposito, a fare la differenza è il livello di sovrapressione, che viene misurato in base. Il classico vino spumante da tavola (VS) ha un livello pari a 3 bar, mentre quello di qualità (VSQ) va al di sopra dei 3,5 bar e viene impreziosito dalle denominazioni DOC e DOCG. Un discorso a parte lo meritano i vini frizzanti, con sovrapressione al di sotto dei 2,5 bar e l’utilizzo della filtrazione per evitare che la fermentazione raggiunga livelli eccessivi.

Nel complesso, per portare a termine una spumantizzazione di alto livello, è sufficiente seguire questi pochi e semplici parametri. Dolcezza e qualità sono due prerogative essenziali di uno spumante realizzato affidandosi a metodi ben precisi.

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