La lamiera (e come usare le piegatrici)

Tutti i tipi di lamiera

Prima di addentrarci nel tema relativo alle piegatrici manuali per lamiera (vedi sul sito https://www.evomach.it/), che è quello che più ci interessa, spieghiamo brevemente cosa si intende per lamiera.

Si tratta di un semilavorato metallico di forma piatta, dall’altezza notevolmente inferiore rispetto alla larghezza e alla lunghezza.
Si può ricavare da pezzi di metallo (detti bramme) che, resi duttili da temperature elevatissime, vengono passati e ripassati, avanti e indietro, nel cosiddetto laminatoio che ne riduce progressivamente lo spessore, fino alla misura desiderata (dai 10 ai 300 millimetri).
I metalli più noti che possono essere lavorati fino a trarne fogli di lamiera sono: alluminio, oro, argento, rame, ottone, titanio, nichel, stagno e acciaio.

In base alle diverse caratteristiche di una lamiera (dimensione, spessore e qualità) si avranno diversi tipi di utilizzo.

I tipi di lamiera esistenti vengono utilizzati, in carpenteria leggera, nelle parti che servono alla costruzione di tantissimi elementi di arredo, di design e nella meccanica. Le varie tipologie sono:

  • lamiere laminate a caldo;
  • lamiere laminate a freddo;
  • lamiere di acciaio inossidabile (inox);
  • lamiere di alluminio;
  • lamiere laminate a freddo rivestite;
  • lamiere di ottone;
  • lamiere di rame.

Un’ultima differenziazione delle lamiere deriva dai diversi trattamenti a cui sono state sottoposte; in base a ciò avremo lamiere:

  • forate;
  • stirate:
  • ondulate;
  • bugnate (cioè, con dei rilievi che le rendono non scivolose).

La piegatura della lamiera

Per piegatura della lamiera si intende quel processo di deformazione plastica che coinvolge e interessa una zona limitata dell’intera lamiera e ha lo scopo di sagomarla secondo le esigenze costruttive (al contrario della curvatura, tipo di lavorazione deformante che viene eseguito sull’intera superficie della lamiera, in modo da attribuirle la forma di un solido di rotazione).

La piegatura della lamiera (ottenuta tramite piegatrici per lamiera manuali e automatiche) viene provocata sfruttando una forza esterna che deve, ovviamente, essere maggiore della resistenza del metallo che si sta trattando; questa tecnica ottiene il proprio risultato grazie alla presenza, all’interno del metallo, della cosiddetta fibra neutra, elemento che consente la deformazione senza che si verifichino contrazioni o allungamenti, lesivi del risultato finale.

Macchine piegatrici manuali per lamiera

La piegatrice manuale per lamiera è una macchina che, come chiarisce la sua denominazione, viene utilizzata per l’esecuzione della piegatura, metodo di lavorazione che modifica, in modo permanente, l’iniziale forma piana di una lamiera.

Nei tempi passati, la piegatura dei metalli si otteneva tramite l’impiego dell’incudine e del martello. Oggi, ovviamente, le cose sono molto cambiate e l’industria si serve di appositi macchinari (le presse piegatrici) che possono funzionare ad azione manuale, oppure ad azione meccanica (elettrica o idraulica).

La struttura di una pressa piegatrice è piuttosto semplice; essa, infatti, è composta da due elementi fondamentali, la matrice e il punzone. La lamiera che dovrà essere piegata viene inserita tra la matrice (che, a seconda della curvatura che si desidera ottenere, sarà a “V”, oppure a “U”), posta inferiormente, e il punzone; quest’ultimo ha il compito di spingere la lamiera dall’alto verso il basso, all’interno della matrice, deformandola nel modo voluto dall’operatore.

Varie tecniche di piegatura

Esistono diverse tecniche di piegatura che possono essere effettuate tramite macchine piegatrici manuali e automatiche per lamiera: piegatura in aria, piega a fondo cava, coniatura, e appiattimento (detta anche schiacciata).

Nella piegatura in aria (una delle tecniche più diffuse) il punzone spinge la lamiera all’interno della matrice, solitamente a forma di “V”, ma non arriva a farle toccare il fondo di quest’ultima. In questo modo è possibile graduare a proprio piacimento la profondità della curvatura a “V” e non sarà necessario imprimere il massimo della forza per piegare totalmente la lamiera.

La piegatura a fondo cava, invece, porta la lamiera fino in fondo alla matrice; in questo caso sarà necessaria maggiore forza da parte del punzone e l’angolo della curvatura della lamiera corrisponderà al 100% a quello della matrice. Questo tipo di piegatura genera pieghe ad angolo retto.

La coniatura consiste nello spingere fortemente la lamiera, sempre per mezzo del punzone, all’interno di matrici con forme prestabilite; in questo modo la lamiera assumerà esattamente la forma della matrice.

Per la tecnica dell’appiattimento (conosciuta anche con il termine di schiacciata) occorrono due passaggi: prima si esegue un sorta di pre-piega, effettuata tramite piegatura in aria, a 26°-35°, dopodiché la lamiera viene completamente schiacciata sulla matrice. Questo procedimento viene eseguito per ottenere maggiore rigidità del prodotto finale.

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