Rapporto OCSE-PISA: solo 1 studente italiano su 20 comprende un testo

Rapporto Ocse-Pisa 1 studente su 20 comprende un testo

Il rapporto OCSE avvisa: uno studente italiano su 20 è in grado di comprendere un testo scritto

Il rapporto OCSE-PISA riferito all’anno 2018
È di recente pubblicazione il rapporto OCSE-PISA riguardante un’indagine scolastica condotta sugli studenti italiani. Un rapporto allarmante, visti i risultati messi in luce dal documento prodotto in seguito alla ricerca. Stando all’indagine, emerge che solo uno studente italiano su 20 è in grado di comprendere alla perfezione il testo sottoposto alla lettura. Ma cosa significa tutto questo? Quale conclusione si può trarre dallo studio? Non riuscire a comprendere pienamente il contenuto di un testo, indipendentemente dalla fattura dello stesso e dalle tematiche in esso trattate, significa non essere in grado di effettuare una distinzione tra i fatti narrati e le opinioni.

Un fatto narrato non è altro che la narrazione, il racconto di un evento avvenuto necessariamente nel passato, anche in quello più recente; per sua natura, invece, l’opinione non è altro che un’interpretazione del tutto personale, portata avanti da uno storico, un opinionista specializzato o una qualsiasi altra persona che sia chiamata, per sua volontà o per volontà altrui, ad esprimere un parere personale in merito a un fatto specifico.

Ebbene, solamente uno studente italiano su 20 è in grado di effettuare una simile distinzione sul piano pratico, il che si traduce, allo stesso tempo, in un’enorme difficoltà di apprendimento in ottica solastica.

La valutazione dell’impegno degli studenti italiani

L’indagine OCSE-PISA fa riferimento al 2018 (per quanto riguarda il 2019 è ancora presto per condurre uno studio completo). Un’analisi completa e approfondita, quella prodotta dall’Organizzazione internazionale per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, che si è soffermata in linea generale sulle capacità degli allievi italiani di districarsi nel variegato mondo scolastico.

Anche la matematica è stata oggetto di un’indagine apposita: il rapporto del PISA, infatti, afferma come da questo punto di vista la situazione media degli studenti di tutta Italia sia sostanzialmente in linea con gli altri Paesi presi in considerazione dallo studio (il quale, per volontà dell’OCSE, esamina esclusivamente le nazioni maggiormente industrializzate). Tuttavia, in ambito letterario la situazione appare alquanto allarmante.

Il posizionamento dell’Italia nella classifica redatta dall’OCSE

Alla luce del rapporto redatto dall’OCSE, si evince che l’Italia, sempre rimanendo nell’ambito della lettura e della comprensione dei testi, si classifica persino tra il 23esimo posto e il 29esimo, in un elenco che, come riportato in precedenza, prende in considerazione un numero piuttosto ampio di Paesi industrializzati. Ma il rapporto entra ancor più nel dettaglio.

Dall’analisi, infatti, emerge che il divario esistente tra Nord e Sud Italia sussiste, senza dar segni di ripresa o assottigliamento. Così come vi è un divario tra gli individui di sesso maschile e quelli di sesso femminile, con i primi in grado di superare le seconde in maniera non indifferente. Altro fattore di distinzione da prendere in considerazione, sempre emergente direttamente dal rapporto OCSE-PISA, è la grande differenze sussistente tra i licei e gli istituti professionali: gli studenti dei primi, infatti, risultano in vantaggio rispetto ai secondi dal punto di vista dell’apprendimento di nozioni durante la lettura.

Gli altri dati emergenti dal rapporto OCSE

Il rapporto OCSE porta con sé un altro dato fondamentale: la grande differenza sussistente tra i vari contesti socio-economici. Se è vero che, tra gli individui eccellenti, 9 studenti su 10 desiderosi di ottenere titoli superiori al diploma di maturità sono nati e cresciuti in contesti sostanzialmente avvantaggiati, è altrettanto vero che l’eccellenza proveniente da contesti più svantaggiati scende a 6 studenti su 10.

Si tratta di una disparità notevole, quella fatta emergere dal rapporto in questione, che sottolinea come le differenze vadano necessariamente assottigliate al fine di garantire agli studenti un apprendimento di qualità, oltre che una prospettiva lavorativa migliore.

Le cause delle problematiche vanno individuate nell’incapacità del sistema educativo italiano di rilevare nuovi sistemi per arginare gli ostacoli all’educazione, dall’accesso alle risorse al perfezionamento dei metodi di insegnamento.

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